INTERVISTA A ...
FAIR PLAY 
Il  "gioco corretto"
nello sport e nella vita.

Oggi con lo psicologo della scuola e l'allenatore Santi Di Mauro, che allena la squadra di calcio a  5 di Viagrande, abbiamo parlato del fair play, che tradotto dall'inglese vuol dire “gioco corretto”. Significa anche rispetto delle regole, dell'istruttore, dei compagni, e il rispetto vale sempre e ovunque. Lo sport, inoltre ci fa stare bene e ci fa “staccare” dalle attività quotidiane. Abbiamo discusso anche dell'importanza della solidarietà, cioè aiutare chi ha bisogno, e anche delle nostre esperienze sportive personali al tempo della pandemia.

Flavia Forte

Fair play significa gioco corretto. Durante l'intervista, si è detto che per ogni sport ci sono delle regole, basate sul rispetto, e sull'aiuto da dare ai compagni in difficoltà. Solidarietà significa aiutare le persone e non scoraggiarle. Abbiamo detto che lo sport è nato quando è nato l'uomo perché l'uomo ha bisogno del movimento. Il fair play non si applica solo allo sport ma lo vediamo in tutti gli ambiti del quotidiano, a casa e in classe, lavorando come in una squadra. Per esempio a casa o in classe se qualcuno si sente male ed è triste noi lo incoraggiamo a stare meglio.

Si è parlato anche di come ci siamo attrezzati per cercare di praticare attività sportiva durante la pandemia.

Dario Paratore

Fair play significa “gioco corretto”, vuol dire non infrangere le regole, non barare. In ogni sport ci sono regole importanti, ad esempio nel calcio non si tocca la palla con le mani, e tutte queste regole fanno parte del fair play. Quindi bisognerebbe giocare correttamente e divertirsi!!

Con lo psicologo scolastico abbiamo inoltre parlato di come è nato lo sport, della solidarietà e del bullismo.

Riguardo alla solidarietà abbiamo fatto alcuni esempi. In classe potremmo aiutare i compagni in difficoltà oppure che non sono in grado di fare certe cose, anche aiutandoli facendogli "salire un po' il morale". Del bullismo abbiamo detto che ci sono delle persone, bulli o stalker, che ostacolano la vita quotidiana insultando e offendendo gli altri. In questi casi è meglio ignorare questi soggetti anonimi e rivolgersi a qualcuno. Bisogna comunque reagire!

Surleti Giuseppe

CONOSCIAMO L'ARMA DEI CARABINIERI
Primo incontro con il luogotenente dei Carabinieri di Trecastagni 

Oggi, 25 febbraio 2021 è venuto a scuola il comandante dei carabinieri di Trecastagni, luogotenente  Corrado Marcì e abbiamo parlato dell’arma dei carabinieri e dei suoi compiti. L’Arma dei carabinieri è stata istituita il 13 luglio del 1814. Nel 2000 è diventata la quarta forza armata in Italia dopo l’esercito italiano, la marina militare e l’aeronautica militare. I carabinieri sono forze di polizia a carattere generale e come la polizia ha il compito di pubblica sicurezza. Ci sono diversi reparti.

I carabinieri a cavallo che hanno il compito di vigilare in zone cittadine o nei boschi.

  • Il nucleo radiomobile con pattuglie in auto o in moto. Loro assicurano notte e giorno il controllo del territorio e intervengono prontamente in caso di urgenze.

  • I carabinieri in elicottero che controllano il territorio dall’alto.

  • Il nucleo cinofilo, che si occupa, con l’aiuto dei cani, di trovare o seguire le tracce dei malviventi.

  • I carabinieri paracadutisti che sono specializzati soprattutto nelle missioni militari.

  • Le unità navali per il controllo delle acque.

  • I carabinieri della montagna, cioè gli addetti al soccorso alpino, le squadre antivalanga.

Da qualche anno è stato istituito un reparto che si occupa di sconfiggere i crimini informatici. In Europa il numero di telefono dei carabinieri è il 112.

Andrea Platania

Mattia Gennaro

L’arma dei carabinieri è la quarta forza armata del Paese. Il 13 luglio del 1814 il re Vittorio Emanuele I di Savoia istituì il Corpo dei Carabinieri Reali. I carabinieri erano le guardie del re a cavallo e utilizzavano la carabina, un’arma molto utilizzata in quel periodo, che ispirò il nome all’arma.

Per entrare a far parte dei carabinieri è importante essere in possesso di un diploma di scuola secondaria, e per fare carriera è necessaria la laurea. I carabinieri sono sempre pronti a intervenire e ad aiutare i cittadini in difficoltà. Praticamente sono sempre in servizio anche se non indossano la divisa. Tutti i comandi del territorio italiano sono collegati al Comando Generale che si trova nella capitale. Le stazioni dei carabinieri in tutta Italia sono circa cinquemila e sono suddivise in vari settori, ognuno con un proprio compito.

Anche i carabinieri devono rispettare le regole stradali, però sono esonerati a mettere la cintura di sicurezza poiché devono avere prontezza d’intervento. Nella loro divisa portano le mostrine, fregi e alamari che rappresentano il grado di ruolo. Sul cappello è raffigurato il loro simbolo: una granata con la fiamma dell’esplosione.

Giada Polimeni   

LO PSICOLOGO DELLA SCUOLA

Tempo di pandemia.

 Sensazioni, emozioni e sentimenti.

Le nostre riflessioni...

Durante il primo incontro con lo psicologo dott. Andrea Paratore abbiamo affrontato il tema della pandemia. La pandemia è un’epidemia che si è diffusa in poco tempo in tutto il mondo. Esiste un’organizzazione chiamata OMS, cioè Organizzazione Mondiale della Sanità. Nel 2020 la gente ha cominciato ad avere febbre, dolori, malattie e via via ha riempito gli ospedali in molti Paesi del mondo. Così si è arrivati alla pandemia in pochissimo tempo e l’OMS ha consigliato a molti Stati di chiudere tutte le attività. Per me gli aspetti positivi del lockdown totale sono stati che l’inquinamento si è ridotto e che ho imparato a preparare i biscotti, le torte, i muffin e i piatti per il pranzo e per la cena. Tra gli aspetti negativi ricordo che per sei mesi siamo potuti uscire da casa solo per le cose essenziali. Mi è dispiaciuto non poter vedere i miei compagni di classe perché siamo stati in DAD. Inoltre non ho potuto svolgere attività fisica né vedere i miei amici del calcio. Spero che questo virus passi presto e che si possa tornare alla normalità.

Dario Paratore

La pandemia ha coinvolto tutto il mondo, oggi molti scienziati stanno indagando in Cina per capire come il Covid si sia diffuso e per capire se sia naturale o artificiale. Lo scorso anno a febbraio negli ospedali molte persone avevano febbre e dolori che si diffondevano velocemente, così si iniziò a studiare un vaccino per il covid, ma alcune persone si sentivano male perché erano allergiche. Con le fake news si trasmettono "bufale", ad esempio che gli animali trasmettono il covid. Durante il lockdown siamo rimasti tutti a casa, non potendo stare con gli amici, non potendo praticare sport, e non potendo andare a scuola. Durante la pandemia negli uffici, nelle strade, nei supermercati, nelle città, nei paesi, c’era molto silenzio, come se tutto si fosse fermato. Infatti tutti noi per fare scuola e attività fisica abbiamo usato i dispositivi informatici, ma stare troppo davanti ad uno schermo in molti casi ha causato videodipendenza e anche ludopatia cioè una dipendenza da videogioco. Il 9 febbraio si celebra il “safer internet day”, una giornata dedicata a ricordare che l’utilizzo di Internet può essere pericoloso.

Un lato positivo delle pandemia è che siamo potuti stare più tempo con la nostra famiglia ed abbiamo potuto imparare molte cose. Questa pandemia ci ha fatto scoprire tanti aspetti, tra cui la resilienza.

Mattia Gennaro

Con lo psicologo abbiamo parlato della pandemia che è stata causata dal Sars-Cov-2, un virus che si è diffuso contemporaneamente in tutto il mondo contagiando tante persone. Gli aspetti positivi della chiusura totale sono stati che si è potuti stare con i propri genitori a casa e c’erano meno ore di scuola; nelle strade non passava nessuno e c’era molto silenzio. Gli aspetti negativi sono stati che non si poteva praticare sport; non ci si poteva vedere con gli amici e non ci si poteva spostare tra i paesi. Quando per la prima volta sono uscito con la macchina mi sembrava tutto strano.

Gabriele Lanzafame

Circolazione di una quantità eccessiva di informazioni, talvolta non vagliate con accuratezza, che rendono difficile orientarsi su un determinato argomento per la difficoltà di individuare fonti affidabili.

Credo che l'esperienza del lockdown mi abbia fatto maturare. Spero che il virus del covid venga sconfitto al più presto per poter stare di nuovo fuori, in libertà con i miei amici. Durante il periodo di lockdown per mantenere i contatti con gli altri, abbiamo usato molto i social, infatti sono stati molto utili. Ma bisogna stare attenti perché possono diventare pericolosi. Se si esagera si può creare videodipendenza, cioè non riuscire a fare a meno di guardare video, e ludopatia quando non si riesce a smettere di giocare. Abbiamo imparato che cos'è la resilienza, cioè capacità di affrontare una difficoltà. Dobbiamo affrontare le difficoltà con positività, come questa: la pandemia.

Giuseppe Surleti

Nel mese di dicembre dell'anno 2019  la Cina è stato il primo Paese ad aver subito l'attacco di un virus che si è poi diffuso in tutto il mondo. La pandemia è stata creata dal Covid-19, una malattia molto, molto pericolosa che ci ha costretto a stare a casa per alcuni mesi, in lockdown totale. In questo periodo si è stati in famiglia riscoprendo tante cose ed esperienze nuove. E' stato brutto passare tutto questo tempo a casa: la DAD, le distanze da mantenere, le mascherine e l'igienizzante. Ma ci sono stati anche aspetti positivi come: l'ambiente più pulito, gli animali più liberi, stare in famiglia e imparare cose nuove.

Viola Sparacio

La pandemia ci ha cambiato molto. E' una malattia che colpisce contemporaneamente in tutto il mondo. Ora in molti Paesi, i governi hanno creato delle zone di contagio. Per colpa del Covid-19 sono morte molte persone e molte altre sono sopravvissute. Durante il lockdown siamo dovuti restare a casa, si poteva uscire solo per fare la spesa. . Non ci si poteva vedere con gli amici e con i parenti, ma nonostante tutti questi aspetti negativi, abbiamo avuto più tempo per stare con i nostri genitori.

Alfio Cristaudo

Durante il primo incontro con lo psicologo scolastico, dott. Andrea Paratore abbiamo affrontato il tema della pandemia. Gli scienziati non sanno ancora come è nata la pandemia, ma ad un certo punto negli ospedali di tutto il mondo sono arrivate centinaia di persone con tosse e altri sintomi. I medici hanno provato a curarli con farmaci e sciroppi, ma la febbre e la malattia non passava facilmente. La pandemia ha colpito soprattutto gli anziani.

Gloria La Spina

Durante il primo incontro con lo psicologo Andrea Paratore abbiamo parlato della pandemia e del covid-19 che nessuno aveva mai vissuto, abbiamo parlato dell’infodemia, della videodipendenza, la ludopatia, il cyberbullismo e il “safery internet day”. Durante il lockdown abbiamo passato dei brutti momenti e fatto esperienze non sempre positive come la DAD, ma abbiamo anche avuto la possibilità di stare di più con i parenti stretti, io ad esempio ho avuto modo di costruire degli oggetti con il legno insieme a mio padre.

Lorenzo Madonia

Durante il primo incontro con lo psicologo, il dott. Andrea Paratore, abbiamo affrontato il tema della “Pandemia”. Ci ha spiegato che tutto il mondo sta affrontando un periodo molto difficile e brutto. Stiamo lottando contro un virus nuovo e sconosciuto. Il Coronavirus è un virus che colpisce i polmoni e causa una brutta malattia. Per colpa di questo virus siamo stati costretti a stare a casa due lunghi mesi. Hanno chiuso le scuole, i cinema, i ristoranti…, sono rimasti aperti solo i supermercati e le farmacie. Questo periodo di lockdown totale ha avuto aspetti negativi: il non vedere più gli amici e i parenti, lo stare chiusi a casa e non poter uscire, non poter andare a scuola, o Semplicemente fare una passeggiata. Tuttavia ha avuto anche aspetti positivi: imparare cose nuove, avendo tanto tempo a disposizione, e stare di più con la famiglia.

A me ha fatto più soffrire la perdita della mia libertà di movimento e il non poter stare con i miei amici, nonostante tutto abbiamo affrontato queste difficoltà con positività e fiducia nel futuro.

Giada Polimeni

Durante l’intervista con lo psicologo della scuola abbiamo affrontato il tema della “Pandemia”. Con lui abbiamo parlato di ciò che abbiamo vissuto durante il periodo di lockdown e delle nostre emozioni di fronte ad un evento nuovo e difficile. Di quel periodo di chiusura totale ricordo che ci sono stati aspetti positivi e quindi felici poiché ho trascorso più tempo con mamma e papà, ho giocato tanto con mia sorella. Ma ci sono stati, anche, momenti tristi: il non vedere più i miei compagni e le mie maestre, o non poter uscire di casa per tanto tempo. La cosa che mi ha colpito di più di questo nuovo virus è il modo e la velocità di diffusione contemporaneamente in tutto il mondo.

Alessandro Zappalà

Insieme allo psicologo abbiamo parlato del nuovo virus che ha causato una pandemia in tutto il mondo. Ogni giorno attraverso il telegiornale ascoltiamo le notizie che ci tengono informati sull’andamento e diffusione del virus. Dobbiamo stare attenti alle notizie false che girano attorno al coronavirus, molte sono delle fake news. Da quando è iniziata la pandemia il mio cuore si è rattristito perché ci è stato detto che dovevamo stare a casa senza poter uscire fuori, tranne per necessità. Passavo alcuni giorni affacciata alla finestra a guardare ma non si vedeva nessuno, neanche una macchina. Tutto era triste, grigio, vedevo le foglie volare e tanto silenzio. Durante il periodo del lockdown ho trascorso molto tempo con mio nonno e la mia famiglia, ho imparato a fare il pane e tante altre cose che prima non facevo. La cosa che più mi ha fatto soffrire era il non poter uscire per vedere gli amici e non poter più praticare lo sport. Lo psicologo ci ha spiegato che dobbiamo essere positivi e guardare il futuro con fiducia. Resilienza è una parola che ti

aiuta a guardare avanti anche con tante difficoltà, ed essere positivi sempre senza abbattersi.

Elisa Mastrosimone

Nell’incontro con lo psicologo della scuola abbiamo affrontato il tema della pandemia che, nell’anno 2019/2020, ha colpito tutto il mondo e le vite di ogni persona. Tutte le persone sono state costrette a rimanere chiuse a casa per non contrarre il coronavirus. Abbiamo passato tanti mesi senza poter uscire, il distanziamento tra le persone era, e continua ad essere fondamentale per contrastare la diffusione della pandemia. Durante il lockdown mi ha fatto impressione vedere le strade deserte. Dopo qualche mese ci hanno fatto uscire ma solo con la mascherina, non sempre riconoscevo le persone; tutto questo mi ha molto impressionata. Nel periodo del lockdown ho trascorso il tempo facendo tanti disegni, ho giocato in giardino con mia sorella e il mio gatto e ho imparato a cucinare tante cose.

Anna Vaccarella

Ludopatia e dipendenza da videogiochi.

Il virus è iniziato a circolare in Italia all’inizio dell’anno 2020, alla fine di Febbraio c’è stato il primo caso accertato a Codogno. Già il virus circolava in Cina, e pensavano che non sarebbe mai arrivato da noi. Ci sono diverse opinioni sull’origine di questo virus. Una delle ipotesi è che sia stato trasmesso all’uomo da un pipistrello. In un laboratorio cinese stavano facendo degli esperimenti, ossia hanno fatto mangiare una mela a un pipistrello, poco dopo il pipistrello ha morso un maiale; quest’ultimo è stato portato al macello per poi finire venduto in macelleria. Una donna ha comprato la carne di maiale, mangiandola si è infettata e ha dato via alla diffusione del contagio. Nel giro di poche settimane il virus si è diffuso velocemente dapprima in Cina e poi in tutto il mondo. L’OMS ha dichiarato che si trattava di PANDEMIA, cioè un epidemia che si diffonde rapidamente in tanti continenti. Per contrastare il diffondersi del Coronavirus il governo italiano ha dichiarato lo stato di emergenza invitando le persone a chiudersi a casa e uscire solo per necessità. Il periodo del lockdown ha avuto aspetti negativi in quanto non si poteva uscire di casa e rinunciare a tutte le cose che prima si facevano tranquillamente. Stare sempre con la mascherina e mantenere il distanziamento tra le persone. Ma ha avuto anche aspetti positivi, come passare più tempo con la propria famiglia. Scoprire il grado della propria resilienza, cioè la capacità di affrontare e superare un periodo di difficoltà.

Andrea Platania

Durante l’incontro con lo psicologo a scuola, abbiamo affrontato il tema della “Pandemia” e del “lockdown”. Prima ci ha chiesto di presentarci e come ci sentivamo in questo periodo, poi ha parlato del nuovo virus che ha causato l’epidemia in tutto il mondo. Nel periodo di lockdown abbiamo vissuto in completa solitudine, non si poteva uscire, andare a casa dei parenti e degli amici. La scuola è stata chiusa, abbiamo ripreso le attività in modalità DAD. Non ero contenta di fare scuola in questo modo, perché non sempre riuscivo a capire. Nonostante la tanta tristezza questo periodo è stato un’occasione per trascorrere più tempo in famiglia e imparare tante cose nuove: cucinare e lavorare la maglia. Ognuno di noi ha raccontato la propria esperienza. In quel periodo la natura è ritornata a rifiorire, e i delfini si sono visti nel porto di Catania, non era mai successo.

Flavia Forte

Il dott. Paratore ha concluso l'incontro lasciandoci con un interrogativo...
CHE COSA CAMBIEREI DEL MONDO IN CUI VIVIAMO ?

La parabola del colibrì

Si narra, che in una grande e antica foresta ricca di alberi vivessero anche tantissimi animali. Ma con l’arrivo dell’estate questa foresta divenne arida e secca, con innumerevoli incendi. Il fuoco si diffuse rapidamente e gli animali spaventati, iniziarono a fuggire. In mezzo alla confusione, un piccolo colibrì cominciò a volare nella direzione opposta a quella del resto degli animali.

Volando volando, il colibrì arrivo su un lago e iniziò a prendere piccole gocce d’acqua per gettarle sopra le fiamme. Leoni, giraffe, elefanti e altri animali, stupiti, guardavano il piccolo uccellino fare avanti e indietro. A un certo punto in coro chiesero:

– Cosa stai facendo? Dove stai andando? Perché non scappi dal fuoco?
Il colibrì si fermò solo un momento e rispose:
– Questa foresta è la mia vita, il mio nido e tutto ciò che ho costruito, così come per tutti voi. Non voglio che scompaia e mi farebbe stare molto male sapere che avrei potuto fare qualcosa per salvarla e non ho fatto nulla. Ecco perché sto volando verso il lago nel mezzo della foresta, raccolgo dell’acqua nel mio becco e la butto sopra le fiamme per mitigare il fuoco.

Il resto degli animali rispose:

– Sei pazzo, poche gocce non serviranno per calmare le fiamme. Non puoi spegnerlo da solo.
Allora il colibrì rispose:
– È possibile ma io sto facendo la mia parte. – E continuò il suo instancabile volo verso il lago.

Cambierei tante cose. Ad esempio vorrei che non ci fosse più il bullismo e cyberbullismo. Cambierei anche l’economia e vorrei che non si usassero più mascherine, semmai quelle ecologiche fatte di carta. A scuola cambierei le sedie e i banchi con un unico oggetto che li unisca. Nei negozi invece potrebbero fornirci uno spruzzino con l’igienizzante, così da poter igienizzare gli abiti quando li compriamo, per poterli utilizzare subito in sicurezza. Vorrei che non ci fosse più violenza sulle donne e che non avvengano più brutti episodi di violenza.

Dario Paratore

Andando in camper con la mia famiglia ho potuto visitare una parte dell’Italia e dell’Europa. In ogni luogo le persone parlavano lingue diverse, avevano il colore diverso della pelle, dei capelli e degli occhi. C’erano persone gentili e altre no, e io vorrei che nel mondo ci fossero persone gentili perché se tutti ci aiutassimo tra di noi vivremmo in un mondo più felice.

Mattia Gennaro

Mi piacerebbe trasformare le strade per le automobili in piste ciclabili, così usando le biciclette potremmo inquinare molto meno.

Gabriele Lanzafame

Vorrei che non ci fosse più il covid per poter riabbracciare e baciare i miei amici e stare vicino a loro.

Giuseppe Surleti

Vorrei che l'aria in circolazione fosse più pulita, che i palazzi non fossero troppo alti in modo da non oscurare la vista del paesaggio a nessuno e facendo passare la luce anche per le piante.

Mi piacerebbe che i poveri non fossero più poveri, che non vengano più criticate le persone per il colore della pelle o per la religione professata.

Viola Sparacio

Di questo mondo cambierei molte cose. Cercherei di non inquinare, vorrei che nessuno desse più fuoco alle foreste per non uccidere gli animali. “Butterei nell'universo” il covid-19. Vorrei che non ci fossero più né atti criminale, né più omicidi. Mi piacerebbe rendere le scuole più tecnologiche e vorrei che tutte le persone possano permettersi il cibo.

Alfio Cristaudo

Durante il lockdown noi abbiamo ridotto l’inquinamento ambientale e aiutato l’ambiente, ad esempio non utilizzando più le macchine. Se potessi cambiare qualcosa, mi piacerebbe poter ridurre l’inquinamento ambientale, e penso che se tutti ci impegnassimo in piccole azioni quotidiane, potremmo ottenere grandi risultati. Ad esempio quando ero un po’ più piccola, insieme ad altri bambini, ho ripulito un boschetto. Bisognerebbe non inquinare l’ambiente, non usare le macchine ma mezzi ecologici come le biciclette, oppure andare più spesso a piedi.

Gloria La Spina

Lo psicologo alla fine dell’incontro ci ha chiesto che cosa cambieremmo nel mondo in cui viviamo. Io ho risposto che sostituirei i mezzi a benzina (inclusi i Suv e le Jeep) con quelli elettrici per non inquinare.

Lorenzo Madonia

Vorrei che nel mondo non ci fosse l’inquinamento, perché ci fa ammalare; vorrei che le persone si rispettassero a vicenda, e che non ci fossero più le guerre.

Mi piacerebbe vivere in un mondo pieno d’amore e di amicizia.

Giada Polimeni

Del mondo in cui vivo cambierei le brutte abitudini dell’uomo, per esempio l’inquinamento dell’ambiente in cui viviamo, le guerre, che ancora ci sono in alcune parti del pianeta; la mancanza di rispetto verso i deboli e le donne. Vorrei che la cattiveria non abitasse nei cuori delle persone.

A me piace pensare ad un mondo futuro nel quale vengono affrontati “a testa alta” questi gravi problemi, che ancora oggi affliggono l’umanità. Nel mondo che vorrei la natura è preservata e la donna rappresenta il futuro della società.

Alessandro Zappalà

Nel mondo in cui vivo vorrei togliere le industrie che inquinano, eliminare tutta la plastica che giornalmente usiamo e guardare il mare e le nostre spiagge pulite.

Elisa Mastrosimone

Per il futuro immagino un mondo migliore dove le guerre non esistano. Eliminerei le auto che
inquinano e la plastica. Vorrei tornare alla vita di prima senza mascherina e distanziamento sociale.

Anna Vaccarella

Quando tutto finirà spero che nel mondo le cose cambino, annullerei tutte le cose brutte come la cattiveria tra le persone e la farei diventare AMICIZIA, e l’odio lo farei diventare PACE.

Andrea Platania

This site was designed with the
.com
website builder. Create your website today.
Start Now