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AMBIENTE e ANIMALI

LE RANE DI CIOCCOLATO

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Vicino al fiume Putumayo, nel sottobosco della foresta pluviale del Perù, è stato scoperto un anfibio assomigliante alle rane di Harry Potter: le Cioccorane.  Il nome scientifico  di questa rana è Synapturanusdanta, venne nominata così per gli abitanti del villaggio dove è stata ritrovata. Le rane di sesso maschile sono lunghe 18 mm, le femmine Synapturanus di norma sono più grandi, arrivano a 37 mm. Emettono un  richiamo di di 0,05\0,06 secondi più lungo rispetto a specie simili. A scoprire il nuovo anfibio è stato un team di ricerca internazionale, guidati da scienziati dell’ Istituto Peruviano di Erpetologia di Lima. La nuova specie ha la testa piatta simile a quella del tapiro amazzonico, da cui prende il nome. Le rane Synapturanus scavano piccole tane nel terreno morbido è sono più attive nelle giornate di pioggia. Sono di colore marrone scuro e sembrano ricoperte di cioccolato come le Cioccorane di Harry Potter.

Arena Stefano, Barbagallo Andrea

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PIANO NAZIONALE PER SALVARE I KOALA IN ESTINZIONE

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Attraverso un piano “ EPBC Act” il governo australiano ha dichiarato i Koala in pericolo di estinzione. Ha ideato un piano per la salvaguardia dei koala in tutto il mondo. I koala sono stati dichiarati in pericolo di  estinzione già nel 2012,  dovuto al costante declino della popolazione. Questo pericolo ha indotto i governi del Queensland, del Nuovo Galles del Sud del territorio della capitale australiana a prendere soluzioni mirate per proteggere i koala. Anche se da allora si è fatto poco. Questo abbandono insieme alla costante distruzione dell’habitat naturale, gli incendi devastanti , i cambiamenti climatici e anche la diffusione di infezioni batteriche, rendendoli sterili, ha fatto maggiormente crollare le popolazioni. Da qui la necessità di introdurre nuove e tangibili misure di conservazione della specie. Solo da poco tempo il governo nazionale ha stanziato un fondo da 50 milioni di dollari per salvaguardare il koala, il cui declino iniziò alla fine del XIX secolo ad opera dei coloni europei che sterminarono il 99% degli animali per farne pellicce. 

In Australia prima si contavano 8 milioni di koala, invece una stima del 2019 conta solo 80 mila esemplari. I numerosi e devastanti incendi cha hanno colpito l’Australia tra il 2019 e 2020 hanno maggiormente decimato le popolazioni; si ritiene  che ben 37mila esemplari siano morti sull’isola dei Canguri. Si prevede che nel 2050 i koala spariranno nel Nuovo Galles se non si adottano iniziative concrete. La speranza è che attraverso il piano di recupero nazionali vengano introdotte tutte le misure dovute affinché questa meravigliosa specie di animali possa continuare a sopravvivere e a popolare libera e selvaggia gli ambienti naturali di appartenenza.

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Gli scienziati stanno trasformando i rifiuti di  plastica in vanillina per dolci usando batteri GM

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Gli scienziati hanno convertito le bottiglie di plastica in vanillina grazie ai batteri. Il 95% della plastica viene persa dopo un solo utilizzo, e solo il 14% delle bottiglie vendute ogni minuto nel mondo viene effettivamente riciclato. Inoltre, il materiale riciclato è spesso destinato a usi limitati, come la produzione di fibre opache per tessuti o  moquette. Ma questa nuova tecnologia potrebbe rivoluzionare tutto. La vanillina da plastica: un’alternativa sostenibile ai derivati fossili. La vanillina è molto più di una semplice aroma per dolci: è un prodotto chimico industriale strategico. Oltre alla vanillina, il metodo potrebbe essere usato anche per produrre altri composti derivanti da rifiuti plastici come molecole, impiegate nei profumi. Ellis Crawfrod, della Royal Society OF CHEMISTRY, ha commentato: si tratta di un brillante esempio di chimica verde. Le bottiglie, dopo i sacchetti, rappresentano il secondo tipo di rifiuto plastico più comune negli oceani. Questa ricerca offre una speranza reale per ridurre la plastica e migliorare l’impatto ambientale e incrementare i sistemi di riciclo più efficienti.

Ginevra Amato e Giorgia Caruso

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LA SCOPERTA DELLA BALENA CHE “CANTA”

A partire dalla fine della Seconda Guerra Mondiale, la marina militare degli Stati Uniti diede vita ad un programma di sorveglianza subacqueo chiamato SOSUS (Sound Surveillance System). Venne realizzato un sistema di idrofoni fissi nell’Oceano Pacifico e nell’Atlantico. Oltre ad eventuali avversari, SOSUS poteva registrare anche altri suoni di origine naturale, tra cui il canto delle balene.

LO STUDIO DEL CANTO A 52 Hz

Il canto a 52 Hz fu registrato a nord dell’Oceano Pacifico nel 1989 e poi nel 1991 e nel 1992. Ad accorgersi della sua particolarità furono gli scienziati dell’ex Woods Hole Oceanographic Institutions. La particolarità di questa scoperta si deve al fatto che di norma i richiami delle balene sono compresi tra i 10 e i 39 Hz. All’iniziò si pensò che il canto a 52 HZ, mai ascoltato prima, appartenesse ad una nuova specie, ma l’ipotesi cadde subito perché nonostante i ripetuti monitoraggi, il canto continuò a provenire da un unico esemplare.

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CHE FINE HA FATTO LA BALENA SOLITARIA?

Dopo il 2004, gli studi sul canto a 52 Hz si interruppero. Nessuno cercò più attivamente l’animale. Fino al 2010, quando la balena fu nuovamente ascoltata da alcuni ricercatori della Scripps Institution of Oceanography, in California, al largo della costa di Los Angeles. Il colpo di scena col quale diamo a questa storia un buon finale è che stavolta il canto a 52 Hz è arrivato contemporaneamente da due direzioni diverse. Questo suggerisce che la balena solitaria abbia finalmente trovato un suo simile con cui parlare la stessa lingua a largo dell’ Oceano.

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COME RIPORTARE IN VITA GLI ANIMALI ESTINTI

Un gruppo di ricercatori che vorrebbe riportare in vita il mammut lanoso sta facendo esperimenti prima su dei topi a cui stanno dando alcune sembianze del mammut lanoso.

Il DNA di 121 elefanti è stato modificato e confrontato con quello del mammut, individuandone le differenze genetiche tra le due specie. L’azienda Colossal Biosciences ha dichiarato che lavorerà sugli elefanti che hanno come antenati i mammut. Ma il prezzo da pagare per gli studi è costoso. Il DNA del topo lanoso rappresenta un tassello importante verso il primo mammut geneticamente modificato, la cui nascita è prevista per il 2028. Su questi esperimenti ci sono molte critiche e dubbi. Alcuni studiosi pensano che non sarà possibile far tornare in vita i mammut lanosi, mentre altri pensano che potrebbe essere pericoloso.

Altri ancora sostengono che sarà un gran trionfo ma avrà certamente delle conseguenze impreviste.

Giuseppe Nicolosi, Leonardo Farinato e Andrea Barbagallo.

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IL MAMMUT LANOSO

Colossal Biosciences è l’azienda che lavora per riportare in vita animali estinti come il Mammut lanoso, la tigre della Tasmania e i dodo e hanno raccolto più di 200 milioni di dollari di finanziamenti. Secondo i piani, i primi animali estinti dovrebbero nascere nel 2028. Gli esperimenti con i progetti per riportare in vita degli animali estinti stanno diventando sempre più reali. Non sono solo gli scienziati a crederci ma anche il mondo finanziario che ha investito su questa impresa. La Colossal Biosciences, l’azienda che sta lavorando alla de-estinzione di animali estinti, ha appena ricevuto oltre 200 milioni di dollari, raggiungendo una valutazione dei 10 miliardi di dollari. Ma l’ obiettivo dichiarato dall’ azienda è più nobile: risvegliare attraverso complicati processi gli animali estinti per migliorare e ripristinare la biodiversità.

 Il metodo di Colossal Biosciences prevede la mappatura del DNA degli animali estinti che viene confrontato con quello di parenti più prossimi ancora in vita. E’ stato utile usare tecnologie di editing genetico avanzato come CRISPR/CAS9, con cui si ricrea il DNA per poi impiantarlo in un embrione. Il processo continua con la gravidanza e la nascita dell’ animale.

Andrea Di Mauro, Alessandro Stanco, Francesco Porta

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UNA ROCCIA CHE SEMBRA UN CUCCIOLO

Dopo una camminata nella sua città Natale nella costa del fiume Yangtze River in Cina, un designer di Shangai si è accorto che una delle foto fatte durante l’ escursione sembrava una montagna con un profilo particolare…. Ha quindi postato la foto chiamandola montagna “Puppy mountain” (Puppy in inglese vuol dire “ cucciolo di cane” e lo scatto è ovviamente – diventato virale.                       

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​Si tratta di un esempio di percezione ( dal greco “ para “simile  e “ eidolon “immagine ), un fenomeno psicologico che ci fa vedere forme note( come figure che sembrano animali o persone, ma anche visi o oggetti ) quando si guardano  immagini vaghe, disordinate o con contorni poco netti ( paesaggi, nuvole, vegetazione, superfici di altri pianeti ecc… ). Secondo alcuni,  questa tendenza potrebbe essere stata selezionata dall’ evoluzione, perchè è legata alla capacità di individuare il profilo di un predatore anche quando questo è mimetizzato e molto difficile da riconoscere.

Sirya Sparacino

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UNA CITTA' GREEN

A SINGAPORE HANNO TROVATO UN MODO GENIALE PER AFFRONTARE IL PROBLEMA DELLO SMOG .

LI’ SI TROVA UN EDIFICIO TRASFORMATO IN UN POLMONE VERDE ARTIFICIALE .

LE PIANTE TRASFORMANO LA CO2 IN OSSIGENO, INOLTRE QUESTE PIANTE SONO ANCHE DECORATIVE .

QUESTO SISTEMA RIDUCE L’INQUINAMENTO CREANDO IN CITTA’ ARIA PULITA, I BENEFICI SI ESTENDONO NEI DINTORNI DI TUTTA LA CITTA .

NATURA E TECNOLOGIA INSIEME POSSO PRODURRE ENERGIA PULITA.

IL FUTURO DELLA TERRA E’ QUI A SINGAPORE, BASTA RIPRODURLO IN ALTRE CITTA'.

Leonardo De Francisci

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IL PESCE MIXINA

Negli oceani vive un campione assoluto di autodifesa. La mixina, un pesce dall’ aspetto primitivo che nuota nei nostri oceani da oltre 300 milioni di anni. Quando si sente minacciato, questo pesce ha la capacita’ di una difesa assurda, unica… Da non credere, la mixina è capace di produrre 5 litri di muco denso in appena 0,4 secondi! E’ come riempire 5 bottiglie d’ acqua. Questo slime non è solo brutto, ma per quantita’ ha uno scopo preciso: colpire le branchie dei predatori soffocandoli. La mixina ha sviluppato questa strategia geniale che trasforma l’acqua in una trappola mortale per chi osa attaccarla. Per il pesce la strategia non è attaccare, ma creare un ostacolo.

Alessandro Stanco, Andrea Di mauro, Francesco Porta

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