

ARCHEOLOGIA
RICREATO IL PROFUMO DI CLEOPATRA DOPO 2000 ANNI
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Mettendo insieme diverse informazioni storiche, archeologiche e analisi chimiche, un gruppo di ricerca internazionale ha ricreato il profumo di Cleopatra. La faraona dell’antico Egitto era nota per avere una grande passione per i profumi; dopo la sua morte avvenuta ad Alessandria nel 30 A.C., sarebbe stato diffuso un elenco di ingredienti di diverse fragranze, si suppone che siano state forse messe a punto dalla stessa regina. Gli antichi egizi erano bravi maestri nel creare profumi. Hanno ricreato “ L’EAU DE CLEOPATRA”, un profumo che molto probabilmente fu utilizzato dall’ultima sovrana. Tutto ebbe inizio nel 2012, quando un gruppo di egittologi riportarono alla luce antiche anfore, giare e bottiglie contenenti tracce delle fragranze che si producevano nei forni della città di Tmui nel basso Egitto. Attraverso approfondite indagini con la fluorescenza a raggi X e altre analisi chimiche sono state rilevate in laboratorio le molecole degli antichi profumi riprodotti grazie ai ricercatori tedeschi Dora Goldsmith e Sean Coughlin, della FreleUniversitatBerlin e Huboldt- UniversitatzuBerlin. Combinando diversi ingredienti e metodi di cottura, il team di ricerca, ha ottenuto un profumo estremamente piacevole, con una nota di fondo speziata di mirra e cannella appena macinate accompagnata da dolcezza.

I principi sono stati ottenuti estraendo resine naturali da varie specie di piccole piante arboree, presenti all’epoca di Cleopatra. Nell’antico Egitto i profumi venivano prodotti dalla combustione e dalla macerazione di: erbe, cortecce, spezie, fiori e legno. Il Susinum, era a base di giglio, mirra e cannella; il Cyprinum di hennè, cardamomo, cannella, mirra e legno del sud. Il profumo di Cleopatra è stato ottenuto con gli stessi principi, aggiungendo anche antimicotici e antibatterici per esaltare gli odori buoni e nascondere quelli brutti. Per gli scopritori annusare il profumo di Cleopatra dopo duemila anni è stato molto emozionante. La prima versione del profumo fu messa a disposizione dei visitatori della mostra “Regine d’Egitto, tenutasi presso il Museo della National Geographic Society.
Ginevra Amato, Giorgia Caruso



Incredibile scoperta in una scuola australiana: in una roccia tracce di dinosauro.
Nel cortile di una scuola, in una piccola cittadina australiana, è stata scoperta una roccia con delle impronte di dinosauro.
La roccia è stata lì in bella vista per tanto tempo fino a quando ai funzionari è venuto qualche dubbio sulla reale natura del minerale. Così finalmente hanno contattato Antony Romilio, paleontologo presso l’Università del Queensland ed entusiasta cacciatore di fossili. Romilio ha esaminato le impronte e ha confermato il sospetto: la lastra era ricoperta da decine di impronte fossili.


Le impronte risalivano al primo periodo Giurassico, quindi erano vecchie di circa 200 milioni di anni. Inoltre sulla lastra che non arriva a un metro quadrato, sono presenti 66 impronte appartenenti all’Anomoepus scambu, un piccolo dinosauro erbivoro che camminava su due zampe. La roccia era stata donata alla scuola da alcuni minatori della zona. Tutti avevano notato le impronte ma pensavano che si trattasse della riproduzione di un fossile.
Giorgia Caruso, Ginevra Amato, Leonardo Farinato
IN EGITTO HANNO SCOPERTO DELLE MUMMIE CON UNA PARTE DEL CORPO D’ORO
In Egitto, nei pressi della località AL-BAHANSA, è stato scoperto un fatto storico: una tomba con 12 mummie con le lingue d’oro. Questa usanza, risalente all’era tolemaica, aveva un significato simbolico: assicurare ai morti la possibilità di dialogare nell’aldilà. Nella stessa tomba, gli archeologici hanno scoperto altri resti, tra cui una mummia con unghie dorate, scarabei a forma di cuore e amuleti.
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​LA LINGUA D’ORO NELL’ANTICO EGITTO
La scoperta, ci fa capire le usanze funerarie dell’epoca tolemaica. Tra i resti più interessanti ci sono i murales che decorano la tomba: Nut, dea del cielo, appare tra le stelle scintillanti, mentre altre divinità, sono presentate su barche funebri.
Le lingue d’oro erano rare già nel passato. Le unghie dorate, invece, erano solo date a persone di alto rango e avevano un doppio scopo: proteggerle durante l’imbalsamazione e difenderle da eventuali pericoli spirituali. Tra le scoperte c’erano 52 mummie.
E’ stato anche ritrovato uno scarabeo che, posizionato sul defunto, aveva un ruolo importante. La tomba, riccamente decorata e piena disegni, ci regala una visione di come gli Egizi immaginavano il viaggio nell’aldilà. Ogni particolare, dai murales agli amuleti, racconta una fantastica storia, cura e preparazione per ciò che sarebbe avvenuto dopo la morte.
Giulia, Ester
L’ ARTIGLIO DI DINOSAURO PIU' GRANDE DELLA STORIA.
In Mongolia è stato scoperto l’ artiglio di dinosauro più grande della storia , trovato da un paleontologo. Il dinosauro era alto, secondo la scoperta, 3m e pesava 260kg.
Con gli artigli poteva sradicare rami fino a 10 centimetri di diametro.
Gli è stato dato il nome di DUONYCHUS, in onore del paleontologo .
Faceva parte di una famiglia dei teropodi come il Tyrannosaurus rex.
Erano onnivori.
Oltre all’artiglio sono stati ritrovati altre parti del corpo.
E’ stato scoperto che non era un predatore ma si poteva difendere con gli artigli; questa era l’ ipotesi del paleontologo Zelenitscki. Il ritrovamento è considerato importante perché la guaina di una delle dita è stata rivenuta ancora intatta. Secondo i ricercatori si tratta dell’ artiglio più grande del suo genere.
ANDREA BARBAGALLO E LEONARDO DE FRANCISCI.


LE BALENE DEL SAHARA
Sotto le bollenti sabbie del Sahara si nasconde un segreto magnifico: la valle delle balene. Dove oggi vediamo solo dune e massi, 37.000.000 di anni fa era un vasto oceano. Nel centro dell’Egitto, a Wadi Al-Hitan, gli archeologi hanno scoperto centinaia di scheletri fossili di antiche balene come il Basilosaurus e il Dorudon. E se il mondo ci stesse raccontando una storia attraverso questi giganteschi mammiferi?
Dove oggi si estende uno dei deserti più secchi del pianeta, un tempo si muovevano stupende creature nelle acque dell’ antico Oceano Tetide. Questi ritrovamenti non sono solo curiosità dell’ antichità, ma ci mostrano l’ incredibile evoluzione delle balene e ci ricordano come il nostro pianeta sia in continua evoluzione. Le balene del Sahara sono come una cartolina del passato che ci fa riflettere sull’ incredibile storia della Terra. Chi lo avrebbe mai detto che le onde dell’ oceano un tempo si scontravano dove oggi il vento plasma le dune di sabbia? La natura non smette mai di stupirci.
Sofia, Sirya, Leonardo.


